dichiarazione del coordinatore scientifico
del CRCSSA ONLUS PROF. DOTT. BRUNO FEDI
Essendo
certi che la ricerca biologica, per avere risultati applicabili
alluomo, debba compiersi sulluomo stesso, con tutte
le dovute preocauzioni, non effettuiamo esperimenti su animali.
LN.R.C. americano, ha recentemente confermato quanto
abbiamo asserito ed anche provato, da oltre trentanni.
Pertanto, non essendo riusciti ad avere un nostro laboratorio
di culture cellulari, che avrebbero potuto aprirci un
fondamentale settore di ricerca, senza usare organismi viventi,
effettuiamo le nostre ricerche nel settore epidemiologico. Questo
settore ha portato a scoperte rilevanti, semplicemente osservando
chi e quante persone, in una certa popolazione, si ammalano, per
esempio di tumori. Gli studi sul linfoma di Burkit sono
stati fatti in questo modo. Un altro settore di ricerca è
la carcinogenesi ambientale. Lo studio degli effetti
sulluomo dei cancerogeni ha portato alle scoperte nei
settori dei tumori da amianto, da diossina, da cloruro di vinile
ecc. ecc Infine,.un altro importante settore è la simulazione
degli effetti di farmaci o droghe effettuato con i computers.
Questi sono i tre fondamentali settori di ricerca, che non hanno
impedito ad alcuni di noi di effettuare scoperte, che sono state
la base, per esempio, dello sviluppo della citometria a flusso,
universalmente applicata, oppure di scoprire proteine che
svolgono un importante ruolo nella carcinogenesi polmonare, come
si vede dalle allegate dichiarazioni del Prof. Tarro. Mi dichiaro
disponibile a qualunque chiarimento o colloquio, sottolineando
che le somme da noi raccolte vengono totalmente impiegate per i
nostri scopi istituzionali. Essendo praticamente privi di una
struttura burocratica, non abbiamo costi, che assorbano una parte
delle donazioni.
dichiarazione del direttore scientifico del CRCSSA ONLUS PROF. GIULIO TARRO
per approfondimenti sulle ricerche del prof. Tarro
Ricerca
medica senza il sacrificio di animali
All'interno del settore biologico e medico, il rapporto tra bioetica e ambiente non può non toccare il controverso rapporto tra Scienza e sacrificio di innumerevoli animali da laboratorio. Intanto, una precisazione. Chi scrive queste righe crede che senza lo sfruttamento degli animali (ad esempio le bestie da soma) l'umanità non sarebbe andata molto avanti sulla strada del progresso. Se la sperimentazione sugli animali, almeno com'è fatta oggi nella stragrande maggioranza dei paesi, fosse soltanto finalizzata a lenire le sofferenze dell'uomo o a garantirgli un futuro meno insidioso, il sacrificio giornaliero di milioni di animali di laboratorio dovrebbe, quindi, essere visto come un male inevitabile. Ma le cose non stanno così, e contro le inutili sofferenze che subiscono gli animali nei laboratori si levano sempre più numerose e qualificate voci di protesta. Com'è noto a chiunque faccia ricerca biomedica, negli ultimi anni contro gli esperimenti basati su animali è stata scatenata una "crociata" da parte di alcuni settori del mondo animalista che sottolineano la fallacia del trasporre all'uomo conoscenze acquisite con sperimentazioni animali. In effetti, gli esempi non mancherebbero. Basti pensare che uno degli errori più nefasti per l'umanità, è stato nel Medioevo l'abbandono delle regole igieniche che il naturalista e medico Galeno, avendo osservato che gli animali vivevano benissimo senza lavarsi le zampe e che le loro ferite si rimarginavano senza cure, considerava un'antica superstizione. L'umanità tra l'altro avrebbe dovuto rinunciare a numerosissime scoperte farmacologiche se avesse cominciato a sperimentare le nuove sostanze sugli animali: l'Aspirina, ad esempio, che provoca la nascita di ratti focomelici mentre è innocua alla specie umana. Allo stesso tempo, farmaci che non avevano avuto alcuna reazione negativa nelle migliaia di animali da laboratorio sui quali erano stati sperimentati, hanno provocato effetti disastrosi nella popolazione umana: fra questi, solo per citare i casi più tristemente noti, il Talidomide (un tranquillante che, negli anni Sessanta, determinò la nascita di oltre dieci mila neonati deformi, con moncherini al posto delle braccia), il Paracetanol (un analgesico che nel 1911 provocò più di mille e cinquecento ricoveri nella sola Inghilterra), o l'Isoproterenol (uno spray che nel 1975 uccise migliaia di asmatici). Va da sé che queste considerazioni con l'avanzare della ricerca biomedica hanno perso gran parte della loro attualità e oggi la sperimentazione sull'animale è solo uno dei passi di una più accurata sperimentazione farmacologica. Il discorso sulle sofferenze degli animali di laboratorio meriterebbe, invece, un'altra impostazione che parte da una riflessione su un certo modo di fare "ricerca scientifica" spesso finalizzata esclusivamente alla promozione accademica del ricercatore. Spero che questa mia affermazione non venga considerata una bestemmia ma, se si osserva da vicino il lavoro di non pochi biologi, farmacologi o medici impegnati nella sperimentazione, la sensazione che si avverte è che lo scopo principale delle loro ricerche è, sostanzialmente, quello di accatastare pubblicazioni che, spesso, "dimostrando" teorie vecchie di decenni, spianano loro la via verso una più o meno prestigiosa carriera accademica. E visto che le redazioni delle riviste scientifiche pretendono, quasi sempre, che gli studi siano accompagnati da test su animali, ogni pubblicazione è preceduta dal sacrificio di un numero altissimo di cavie.
Anni fa, un migliaio di ricercatori statunitensi era insorto contro questa logica perversa, e aveva chiesto a numerose riviste scientifiche di rifiutare almeno quei lavori nei quali gli esperimenti sugli animali potevano facilmente essere sostituiti da altri che impiegassero metodi incruenti, considerati oggi più affidabili della sperimentazione animale come, ad esempio, la simulazione computerizzata della dinamica molecolare, l'ingegneria biomedica, la sperimentazione in colture di cellule... Naturalmente non se ne fece niente, anche perché, per le non poche riviste scientifiche che pubblicano ricerche di dubbio valore e che sopravvivono quasi esclusivamente grazie a costosi abbonamenti e a un po' di pubblicità, escludere lavori basati su inutili crudeltà inflitte agli animali avrebbe significato cessare completamente le pubblicazioni. Naturalmente, si può ribattere a queste mie affermazioni sentenziando che la ricerca, anche quando appare lontana da applicazioni che appaiono di immediata utilità, conserva un altissimo valore in sé e certamente garantirà, un domani, il raggiungimento di nuovi esaltanti traguardi. Ma anche la vita o la sofferenza di una seppur umile cavia di laboratorio ha un valore in sé. E non mettere in conto questo nel calcolo costi/benefici che dovrebbe sottintendere la ricerca scientifica è un metodo inaccettabile. Da questo punto di vista
numerosi studiosi di bioetica stanno facendo sentire la loro voce affinchè il raggiungimento di nuove scoperte scientifiche venga ottenuto con il minimo di sacrificio di animali i quali - è bene qui sottolinearlo - non sono venuti al mondo con il solo scopo di servire l'Uomo.
Come citato: il 24 aprile 2006
associazione OIPA Italia e la campagna "Ricerca senza
animali" - http://giornaleanimalista.splinder.com/archive/2006-04
I metodi scientifici più moderni ed
aggiornati, che si focalizzano sui dati riguardanti la nostra
specie (studi clinici, epidemiologici, studi su tessuti umani, le
moderne tecniche non invasive di analisi), sono sicuramente da
preferire alle risposte inaffidabili ottenute dai test su animali,
se si ha a cuore il progresso della medicina ha detto
Giulio Tarro, presidente Medici Internazionali e ricercatore.
La fondazione per le ricerche sul cancro
"Teresa e Luigi de Beaumont Bonelli" nasce
ufficialmente il 3 gennaio 1978, con la erezione in ente morale
da parte del Presidente della Repubblica (G.U. n. 56 del 25/2/1978).
L'iniziativa vede la luce grazie ad un atto di liberalità
della Marchesa Teresa Berger de Beaumont Bonelli, che alla sua
morte, avvenuta in Roma nel 1973, perché colpita anch'essa (come
dieci milioni di uomini ogni anno nel mondo) dal "male del
secolo", istituitiva erede del suo patrimonio la costituenda
Fondazione e ne nominava Presidente a vita il Professor Giulio
Tarro, scienziato di fama internazionale del quale aveva seguito
le ricerche e gli studi condotti in America e nel reparto di
virologia dell'ospedale "Cotugno" di Napoli.
La fondazione, che ha la propria sede legale ed i laboratori
di ricerca in Napoli, presso l'ospedale suddetto, mentre ha la
propria sede organizzativa in Roma, nasce come momento aggregante
di altri atti di liberalità ed ha come finalità quella di
promuovere la ricerca sul cancro pur potendo disporre delle
proprie rendite anche a favore di istituti di ricerca a livello
universitario, laboratori ed altri organismi scientifici, nonché
per la creazione e gestione diretta di laboratori destinati alla
ricerca.
Essa rappresenta nel nostro Paese un raro esempio di
liberalità privata che concorre concretamente al sostegno delle
ingenti spese necessarie alla ricerca oncologica.
Malgrado l'attività concreta di ricerca svolta (il professor
Tarro fu tra l'altro il primo ad indicare il virus della virosi
respiratoria che causava a Napoli la morte di tanti bambini) la
fondazione non ha mai ricevuto contributi o sovvenzioni, né da
parte dello stato, né dagli enti locali, notoriamente prodighi
in elargizioni destinate ad altri settori.
E ciò malgrado la natura giuridica della Fondazione ponga
quest'ultima (a differenza delle Associazioni ed altre
istituzioni analoghe che sono sottratte a qualsiasi verifica)
sotto il controllo costante dello Stato, garantendo così l'assoluta
trasparenza e correttezza della sua gestione e dell'utilizzazione
delle disponibilità finanziarie.
Infatti, è da ricordare che del consiglio di amministrazione
fanno parte di diritto, secondo quanto previsto dallo
Statuto anche il Prefetto di Napoli ed il Presidente dell'ospedale
"Cotugno".
In tale prospettiva si comprende facilmente perché la
Fondazione, attraverso il suo Presidente Prof. Giulio Tarro e il
suo Consiglio di Amministrazione, ha deciso di rivolgere un
appello a tutti coloro che, consapevoli dell'impegno civile
richiesto dalla lotta a questa tremenda malattia, intendano
confluire, in spirito di servizio, a coinvolgere il maggior
numero di persone nella complessa attività di sostegno alla
ricerca scientifica che la Fondazione stessa da anni conduce.
Con l'obiettivo di rendere sempre più vicino un futuro sereno.
La Fondazione Teresa e Luigi de Beaumont Bonelli per le
ricerche sul cancro non conduce né sponsorizza ricerche che
vengano effettuate su animali.
Si allega il lavoro sul TLP, Proteina Liberata da Tumore, che
è una sintesi di numerosi anni di lavoro dedicati dalla
Fondazione alla ricerca sul cancro, come anche dimostrato dai
numerosi riferimenti bibliografici in calce riportati
IL TLP è, staTo
scoPERrto da Giulio Tarro (Universitâ dï Napoli) nel corso
degli studi sulla
tipizzazione di
anticorpi verso il tumore al polmone. j
. ' l .
. . j '
1 labôratori di
Cold Spring Harbor diretti dal Premio Nobel James Watson hanno
prodotto e
cazatterizzato
tm antisiero di coniglio per il tumore polmonare umano.
' .
Questo reagisce
ïn maniera selettiva con i tessuti cancerosi polmonari con il
tessuto normale polmonare con altri tessuti.. l'antigene
identificato dall'antisiero è stat çhiamato Tumor
Liberated Ptotein o TlP
1 primi
risultati pubblicati dal G. Tarro e g. Pederzini hanno dimostrato
che il primo TLP(parzialmente purifîcato) veniva riconosciuto
dal sistema immUnitario DI PAZIENTI AFFETTI DA TUMORE POLMONARE
e induceva la
proliferazione di linfOCiti ematici di questi paziEntï,
l
QuesTi
Iînfociti sono la comPOnente chiave del sîstema immunitario
. !
il TlP (naturale)
è un antïgene associato al tumorc che è stato ôttenuto da
polmone canceroso umano
il 'ILP à
unico: è !a sola molecoia di questa categoria che è stata
scoperta ' nel tessuto canceroso del e del colon. )
11 'TLP emerge
dalla superficie delle cellule cancerose. è rilasciato nel siero,
ed è abile a produrre una reazione nell 'organismo umano (risposta
immunolôgica).
Per le sue
proprietà. il TLP è candidato ad essere usato sia come agente
terapeutico che diagnostico. j
la
somministmzione parenteRALE del TLP stimcla diRettamente il
sistEma imMUnitario Ospite
* Può essere
usato in combinazionecon chemîoterapici ed immunodulanti aspecifiçî
Puô essere
usato in vitro per stimolare e diffondere le cellule
immunôcompetenti '
Potenziale uso
diagnostico del TLP
La presenza del
TLP nel sîero di sangue indïca positività neoplastica
diagnostico)
la variaziône
di positività neoplastica indjca una evoluzione patologiça (prôgnôstîca)
- la presenza
precoce nel sanguc çvidcnzia un tumore nativo
* Anticorpi
monoclonali antïTLP marcati, legatî aï ricettori delle cellule
cancerose le marcano identifîcandole.
si è vïsto che
le preparaziôni di TLP parzialmente purificato vengono
ricônosciute dalla risposta immunitaria di un certo numero di
pazienti
con l'induzione
di una reazione di ipersensibilità cutanea rïtardata in çerti
pazienti e inducendo la stimolazione della pioliferazione di
linfociti del sangue periferico in labotatorio di pazienti con
cancro al polmone
Più
recentmnente, si è proceduto ad una ulterïore caratterizzazione
del TLP.
ln questi studi
il TLP era altamente putificato. Sonô stati prodotti
frammenti di TLP mediante trattamento enzimatico con trypsina ed
è statô possibile osservare la reattivitâ' dell'antisiero anti-
TLP contro uno
di questi frammenti peptidici.
' j
QUESTO ANTIGENE
E'stato utilizzato, in collaborazione con ïl Prof Enriço Caraci
e Dr. Rasi al CNR di Roma, per indagare Ia distribuzione del TLP
nelle cellule cancerose umane e per determinare la
possibile
presenza del TLP nel siero di alcuni pazienti cancerosi (Gataci
et Al CCA a New Tumor
AssOciaTed
Antigen Of Non-small Cell LUNg Cancer (NSCLC Tumout Liberated
Proteins (TLP) -
A Possible New
Tumor Marker'' AnticancEr Research 16:2253-2256, 1996).
ln questo studio
l'antisiero CSH- 419 marcato o coniugato venîva usato per
determinare il TLP nel sïero di pazientî affettî da NSCLC
mediante un nuovo test ELISA in un formato sandvvich.
1
Qutsto ELiSA è
stato condottO Sul siero di 534 individui il TLP è staTo
appreZZATO nel 53,1% di pazienti affetti da NSCLC, coN) uno
0% di risposta ln pazienti con tumori diversi da NSCLC, 7.6% di
risposta in
sconosciuti donatori di sançue e 17,4% di risposta ïn pazienti
con malattie croniche polmonari correlate çon un elevato rischio
di sviluppare cancro polmonare.
11 TLP era
particolarmente presente nelle fasi precoci della malattia'. 75%nella
fase 1, 56% nella fase II e III e 45% in fasc IV.
Perciò il
TLP è: '
Rilasciato nEL
siero dôve può essere deterninato'. consentendç quindi un
facile uso diagnosticô
è un'applicazione
terapeutica. '
Una sostanza
biologica; ridotto potenziale tossico se cônfrontato all'approccio
chemioterapico,
Capace di
stïmolare Ia reaziône del sistema immunitarïo: adatto all'uso
diagnostïco e terapeutico,
una uniça
molecola.. consentendo specificità in diagnosi e terapia c per
csscrc brevettato
Andate
a visitare il sito <http://www.norbm.org>http://www.norbm.org contro la vivisezione
| Notizie
Flash: USA: STUDENTI NON VOGLIONO
SEZIONARE ANIMALI IN CLASSE Postato il Sunday, 06 October @ 17:07:30 CEST di redazione PD |
Cresce
il numero dei rifiuti (e in 8 stati è possibile ritirarsi)
NEW YORK, 6 OTT - Cresce negli Usa il numero degli studenti che
rifiuta di sezionare gli animali in classe durante le lezioni di
scienze. Piuttosto che analizzare rane, tagliuzzare feti di
maiale e 'aprire' gattini, molti ragazzi preferirebbero simulare
queste esperienze al computer. ''S'impara cosi' poco quando si
tengono gli occhi chiusi per il disgusto'' ha detto un'allieva di
Little Chute in Wisconsin.
Nella sua scuola gli studenti hanno fatto richiesta perche' si
prendano dei provvedimenti contro la prassi della sezione-animale
e le lezioni di scienze si svolgano in altro modo. Laurie Wolff,
che frequenta un istituto di Las Vegas, l'anno scorso ha preso C
in scienze, appena sufficiente, per aver rifiutato di tagliare un
lombrico. Abituata a passare a pieni voti nelle altre materie,
Laurie ha portato avanti una petizione, riuscendo a ottenere che
nella sua scuola si possa scegliere di non partecipare agli
esperimenti, a patto che i genitori siano d'accordo. Un'opzione
simile e' stata adottata gia' in otto stati degli Usa, tra cui
California, New York, Florida e Pennsylvania.
Ma altrove il problema resta. A Baltimora, in Maryland, una
ragazzina di 16 anni e' stata espulsa dalla classe di scienze per
aver rifiutato di sezionare un gatto. Sarebbero circa sei milioni
gli animali utilizzati ogni anno nelle scuole americane a questo
scopo, per lo piu' gatti, rane e feti di maiale: a rendere nota
la cifra e' l'associazione per la protezione degli animali che da
tempo conduce una campagna di sensibilizzazione nelle scuole,
distribuendo video contro la dissezione e proponendo software che
permetterebbero metodi di apprendimento alternativi.
Sul fronte opposto molti insegnanti di scienze non sono affatto d'accordo
con chi ostacola l'attivita' dei laboratori. ''Chi si oppone alla
dissezione degli animali morti lo fa ragionando in modo emotivo,
senza usare la testa'', ha dichiarato Waine Carley, direttrice
esecutiva dell'associazione nazionale degli insegnanti di
biologia, che ha invocato il principio della liberta' accademica.
L'associazione, che raccoglie 53 mila professori, difende la
dissezione degli animali, ma chiede ai docenti di essere comunque
flessibili.
(ANSA da www.greenplanet.net
DAL GIORNALE LIBERO DEL 13 OTTOBRE 2002 Pregnana si mobilita contro vivisezione e combattimenti animali Pregnana (Mi): - Una pratica barbara, violenta e irrispettosa.- Così i membri del consiglio comunale di Pregnana hanno definito la vivisezione animale. Molto più di una semplice manifestazione di pensiero. L'assemblea infatti, su iniziativa del consigliere di minoranza Lorenzo Croce (Forza Italia) ha approvato all'unanimità una mozione in cui si condanna e si mette al bando ogni forma di sperimentazione sugli animali. E' la prima volta che un comune prende una posizione così netta al riguardo. E non è escluso che l'esempio di Pregnana sia seguito da altri comuni. Come sia nato il provvedimento, lo spiega lo stesso Croce, consigliere appunto, ma anche fervente animalista (lui stesso possiede un gattino). - E' da tempo che mi occupo della questione- spiega - L'anno scorso ho oganizzato con l'Oipa (Organizzazione nazionale per la protezione animali) e con Massimo Pratella, rappresentante dell'organizzazione presso l'Onu, un convegno milanese sulla vivisezione. In tempi recenti poi, mi sono giunte alle orecchie voci, mai confermate, di combattimenti con animali proprio nei territori limitrofi. - Tutto questo lo ha incoraggiato a presentare in consiglio una mozione in cui - fosse esplicita la richiesta di favorire una serie di iniziative per sensibilizzare i cittadini contro l'uso di animali vivi per ricerche e sperimentazioni scientifiche. Non appena però il progetto è stato divulgato, la casella di posta del comune di Pregnana è stato preso d'assalto. Ben trecento le e-meil di consenso. Tra queste molte firmate da medici ospedalieri ed esperti del settore, compreso fausto Pocar, docente del diritto Internazionale presso l'Università degli studi di Milano. Gli scritti erano tutti molto simili. Elogi incoraggiamento, attestazioni di simpatia e solidarietà. Un successo insperato e senza precedenti. - A questo punto, - continua Croce - ho presentato la mozione in consiglio e il risultato è stato appunto l'approvazione all'unanimità del documento.- Ora Pregnana ha due importanti obiettivi. L'invio della mozione appena approvata a tutti i sindaci perchè si mobilitino a loro volta contro la vivisezione animale. E la realizzazione, entro il prossimo febbraio di un convegno scientifico sulla vivisezione, in cui vengano valutate tutte le possibili alternative alla sperimentazione sugli animali. Analogo impegno il comune di Pregnana metterà però sul fronte dei controlli interni. In particolare con l'aiuto della polizia municipale e dell'autorità scientifica l'amministrazione intende intensificare il controllo sul territorio a scongiurare qualsiasi atto di violenza nei confronti degli animali, compresi, se appunto i sospetti dovessero trovare conferma, combattimenti animali
| (Del 11/10/2002 Sezione: Imperia Pag.
45) |
||
| PRESENTATA IN REGIONE | ||
| Vivisezione, una legge modello | ||
| La proposta di legge regionale contro la vivisezione presentata nei giorni scorsi dal consigliere Eugenio Minasso di Alleanza Nazionale, potrebbe essere presa a modello per una norma estesa a livello nazionale. E´ questo il senso, infatti, di una richiesta della Presidenza del Consiglio dei ministri allo stesso Minasso, nella quale si chiede che il testo integrale della legge venga trasmesso a Roma, cosa già avvenuta. La proposta presentata dal consigliere Minasso che è anche presidente della Federazione di An a Imperia, prevede una serie di durissime norme contro la sperimentazione animale anche ai fini didattici oltre che, spesso inutilmente, a fini terapeutici. «E´ noto, infatti - dice Minasso - che di frequente medicinali usati per sperimentare medicinali destinati poi all´uomo, dimostrino su di noi l´assoluta inefficacia e incompatibilità». Infine, la legge tende a evitare sofferenze inaudite agli animali che, è bene ricordarlo, hanno una loro precisa dignità e necessitano sempre e comunque di rispetto. giu.gel. |
||
La Gazzetta di Reggio
12/10/2002 Nominati gli avvocati dopo il ricorso alla
Corte costituzionale proposto dal ministro La Loggia (Forza
Italia)
Antivivisezione,
la Regione si difende
Borghi (Enpa): «Mantenuto l'impegno in favore degli animali»
«Ci sono già tecniche alternative per fare valide
sperimentazioni senza torturare altri esseri viventi»
SAN POLO.
Soddisfazione tra gli animalisti reggiani, per la decisione della
Regione Emilia Romagna di difendere in Corte costituzionale la
propria legge che dallo scorso agosto vieta sul territorio
regionale l'allevamento di cani e gatti destinati alla
vivisezione. Divieto, che riguarda quindi anche l'allevamento
Morini, da mesi nel mirino delle cronache dopo la casuale
scoperta a Bolzano di un carico irregolare di cuccioli beagle
destinati alla vivisezione in Germania.
Con delibera 1810 dello scorso 7 ottobre, la Giunta regionale all'unanimità
ha conferito l'incarico ai suoi avvocati di fiducia, Falcon di
Padova e Manzi di Roma, per difendere in Corte costituione la
propria legge per tutelare cani e gatti dalla vivisezione. Legge,
impugnata in consiglio dei ministri dal ministro per gli affarri
regionali, Enrico La Loggia (Forza Italia) e che ha avuto come
effetto boomerang di lacerare lo stesso centro destra, visto che
in Regione (oltre che nella nostra porvincia) i consiglieri del
Polo hanno votato compatti insieme ai colleghi del centro
sinistra.
Soddisfatta della decisione della Regione di andare al confronto
in Corte costituzionale, anche Stella Borghi presidente
provinciale dell'Enpa: «Sì è così mantenuto fermo l'impegno a
favore degli animali e per l'utilizzo e la diffusione delle già
esistenti tecniche alternative alla sperimentazione sugli animali,
tecniche più avanzate ed in grado di fornire risultati certi per
la specie umana».
La Borghi ricorda che la direttiva comunitaria 609 del 1986
«consente agli Stati membri di adottare norme che siano di
maggiore tutela per gli animali. Ora, dopo il referendum
costituzionale del 2001, questo potere di tutela è passato alle
Regioni».
Da Andrea da Roma a Claudia da
Roma, ricevo e giro saluti Bairo http://www.geocities.com/Bairo.geo ----- Original Message
----- From: To: Bairo Sent: Friday, October 11, 2002 12:20 PM Subject: Re:
Lettera aperta al Prof Garattini
"Questo secolo oramai
alla fine ,saturo di parassiti senza dignità
mi spinge solo ad essere migliore, con più volontà." F.Battiato. Ciao a tutti
,
Cara Claudia a mio parere sei stata fin troppo gentile, e la
risposta che ti ha dato sta':"Sig.ra Spagnuolo" e'
stata la classica,retorica risposta dei vivisettori
umanitari e perbenisti.Certo ne che non ci aspettavamo mica la
risposta di un sadico che ci illustrasse le torture inflitte ai
macachi per verificare il funzionamento del sistema nervoso, per
poi aiutare le molte persone che aspettano le terapie per le
proprie cure.
Voglio rispondere a sta:'Sig.ra Spagnuolo'.
> Purtroppo la
sperimentazione animale è ancora necessaria ed indispensabile se
vogliamo fare progressi nel campo della medicina. I progressi
fatti con l'aiuto dalla vivisezione sono ZERO. La vivisezione ha
solamente rallentato la scoperta.Una patologia indotta
artificialmente ad un animale sano (un tumore per intenderci) per
estrapolare dati da poi esportare ad esseri umani, è chiaramente
votata all'insuccesso.Questo perché le reazioni fisiologiche
sono molto diverse sia tra le specie (animali-uomo) sia le
patologie (naturali-indotte).
Un tumore innestato artificialmente ad un topo non sarà MAI, e
ripeto MAI neanche lontanamente simile a un tumore che si
sviluppa naturalmente in un essere umano.In un essere umano lo
svilupparsi di un tumore e' una cosa molto complessa che proviene
da moltissimi fattori esterni.
Poi la Spagnuolo ci farà vedere in questi cent'anni di
vivisezione quali sono i risultati ottenuti, e il progresso
scientifico.
Per fortuna il cancro oramai non fa più paura, non sono nati
nuovi e devastanti virus (H.I.V-Ebola ecc. ecc.) e abbiamo anche
risolto il problema dei nostri mali con i trapianti d'organo che
fanno tanto bene e non hanno nessuna controindicazione, tranne
forse quella della morte. >Il suggerimento di usare queste persone
pagandole per avere risultati è contro ogni principio di etica. Pinocchio era
un bugiardo infondo buono, ma la sig.ra Spagnuolo ha solo il
primo aggettivo.
bugiarda. I farmaci sono sperimentati anche su gli uomini.Si
pagano. Gli vengono somministrati medicinali a loro insaputa.O
forse la Spagnulo non conosce la pratica del "doppio cieco"?
MA non finisce qui.I signori tagliatori di teste (di scimmie) e
vivisettori sperimentano anche sui portatori di handicap (http://www.novivisezione.org/europa/scimmie/rapporto.htm per chi vuole approfondire).
Insomma alla fine degli assassini e delle torture nei laboratori
la cavia finale e' l'uomo, e allora perché la vivisezione? >D'altra
parte le leggi esistenti in tutto il mondo civile obbligano a
sperimentare sugli animali prima di passare all'uomo. Questo e'
vero, ma e' qui proprio che emerge tutta la contraddizione della
vivisezione.Perchè sperimentare sull'uomo una cosa che giga e
stata fatta sugli animali?LA risposta sembra semplice e lo è.
Perché la vivisezione non ha alcuna fondatezza scientifica. >All'Istituto
"Mario Negri" non abbiamo mai utilizzato cani per le
sperimentazioni. Allora siamo tutti più tranquilli.Non mi
sono messo a scartabbellare la molteplicità di specie che avrete
sicuramente "violentato" (ed e' un eufemismo), ma
vorrei rispondere con un :"E ALLORA?".Ci farà per caso
una lista degli animali "violentati" dall' Mario Negri.
LA "signora" parla di etica si riempie la bocca di
frasi confezionate quando il rispetto per la vita non sa neanche
dov'è di casa.Rispetto per la vita non vuol dire solo la vita
degli uomini.Ma forse il discorso e' troppo elevato per una
sostenitrice della tortura e della vivisezione. >Ovviamente
i ricercatori non si divertono ad utilizzare animali, lo fanno
solo perché è necessario cercando di utilizzarne il meno
possibile. Bugiarda più di pinocchio.Questo e' il punto più
divertente.Riporto alcune ricerche necessarie e utili:
L'Università Cattolica del Sacro Cuore:
I suoi macellai 3 embrioni di pollo al giorno. Motivo? "Comprendere
il modo di sviluppo e maturazione dell'apparato urinario nelle
varie fasi della gestazione". Università di Torino:
Effetto preventivo e terapeutico di una proteina dello shock
termico (HSP 72) in un modello murino di adenocarcinoma del colon.
In
queste prove vengono usati centinaia di topi destinati a
sviluppare un tumore in quattro settimane. Un tumore artificiale
che gli animali dovranno patire per un mese senza nessuna
anestesia o analgesia. Tutti gli esperimenti svolti in assenza di
anestesia dovrebbero essere, almeno formalmente, meglio spiegati
rispetto a quelli che dichiarano di utilizzarla. In questo caso:
Titolo e obiettivo: 10 righe
Descrizione dei fini dell'esperimento: Una riga (praticamente
riprende il titolo). Come se a voi chiedessero di svolgere un
tema dal titolo: "Sei favorevole alla pace nel mondo?"
e il vostro tema fosse "Sono favorevole alla pace nel mondo."
BOCCIATI!!!!
Metodologia e tecnica dell'esperimento: Non descritta.
Perché si usa la specie topo?: per avere dati per l'uomo.
Perché non si usa l'anestesia?: Nessuna motivazione.
Autorizzazione accordata.
Allucinante esempio di assoluto menefreghismo delle attuali
normative che, tra l'altro sono totalmente permissive. Ancora
Università di Torino:
Valutare la capacità dell'acido salicilico (AS) nella
leucemia murina L1210 Qui si parla di crudeltà,non importa i
risultati(Nulli) del professor Ghezzo. La cosa che più colpisce
e la distruzione di massa, lenta, pianificata
Animali adulti, neonati, in gravidanza... non si salva nessuno.
Nessun' anestesia, nessun'analgesia, nessun controllo
ministeriale, nessuna spiegazione, nessuna verifica sull'esistenza
di altri metodi, nessun dubbio su una metodologia che è ormai
criticata da sempre più medici e ricercatori. >Nel
nostro Istituto in questi ultimi venti anni l'impiego di ratti e
topi si è ridotto dell'80% grazie anche ai progressi tecnologici. Pinocchio.Non
dichiarate gli animali che aprite stabulate violentate.Non ci
sono controlli su niente.Il ministero non controlla.
GLi unici controllli che fate ve li fate da voi e questo lo
sapete bene. >Ho il massimo rispetto per tutti coloro che
ritengono che non si debba fare la sperimentazione animale. Il rispetto
lo DEVE alla natura, agli animali, non a chi li difende.Io non
voglio il suo rispetto.Voglio che liberi quel topo.
Quello bianco,quello che se gli faccio una carezza sul muso mi
"squittisce" allegramente,quello che ha ora una cannula
infilata nel cervello e che non capirà mai cosa gli sta
succedendo.Quello che si trova con un tumore più grande di lui
innestato.
LO VOGLIO LIBERO! >Tuttavia se fossero coerenti con le
loro idee non dovrebbero prendere farmaci, perché tutti i
farmaci in commercio sono passati attraverso la sperimentazione
animale. Infatti per sua sfortuna sig.Spagnuolo tutti i
farmaci che sono in farmacia forse li andrà a comprare lei.Lo sa'
da quanto tempo e' che non entro in una farmacia?Non parli di
coerenza con noi per favore.
Piuttosto si favorisca lo studio sostitutivo alla vivisezione,in
Italia esiste l'obbiezione di coscienza che obbliga i docenti
delle università ad allestire laboratori cosiddetti "alternativi"
alla vivisezione.Sono OBBLIGATI. LA legge dice anche che la
vivisezione si puo' praticare solo in assenza di metodi
alternativi.Allora se i metodi alternatici ci DEVONO essere per
chi fa obbiezione ci saranno anche per chi non la fa' per paura
di ripercussioni sulla carriera.
La coerenza non e' dalla vostra parte non lo e' mai stata.Nelle
università ancora si aprono rane,conigli,topi,gatti, cani e Dio
sa solo quante creature vengono "violentate" ogni
giorno.E per fare cosa?Per la didattica? Liberate il TOPO ..subito
per favore. >Con viva cordialità. Chi e' a
favore della vivisezione, chi la sostiene , chi ne fa motivo di
carriere, chi ne fa un bussines non puo' finire con "viva
cordialità", meglio usare
"macarba maleducazione". Andrea Biello, Roma
Claudia da Roma ha scritto: ----- Original Message ----- From: Silvio Garattini To: Sent: Wednesday, October 09, 2002 2:10 PM Subject: Re: Lettera aperta al Prof Garattini
Volevo dirti che in ogni caso non mi ha detto quello che pensa sul Prof. Croce e questo mi sembra significativo. ciao Claudia Roma. Se vuoi pubblica tutto per sentire cosa ne pensano gli altri.
Gentile Sig.ra Spagnuolo,
grazie per la Sua comunicazione. Purtroppo la sperimentazione animale è ancora necessaria ed indispensabile se vogliamo fare progressi nel campo della medicina. Tanti ammalati attendono terapie efficaci. Il suggerimento di usare queste persone pagandole per avere risultati è contro ogni principio di etica. D'altra parte le leggi esistenti in tutto il mondo civile obbligano a sperimentare sugli animali prima di passare all'uomo. Che la sperimentazione sugli animali si svolga nel più assoluto segreto è una falsità, perchè i risultati di queste sperimentazioni sono pubblicati sulle principali riviste scientifiche internazionali disponibili per tutti coloro che vogliono consultarle. All'Istituto "Mario Negri" non abbiamo mai utilizzato cani per le sperimentazioni. La frase riportata è falsa. Ovviamente i ricercatori non si divertono ad utilizzare animali, lo fanno solo perchè è necessario cercando di utilizzarne il meno possibile. Nel nostro Istituto in questi ultimi venti anni l'impiego di ratti e topi si è ridotto dell'80% grazie anche ai progressi tecnologici. Ho il massimo rispetto per tutti coloro che ritengono che non si debba fare la sperimentazione animale. Tuttavia se fossero coerenti con le loro idee non dovrebbero prendere farmaci, perchè tutti i farmaci in commercio sono passati attraverso la sperimentazione animale.
Con viva cordialità.
Subject: Fw: Lettera aperta al Prof Garattini
Egr. Prof. Garattini
io non sono in grado di ribattere alle sue asserzioni ma le riporto il parere di un altro luminare e vorrei sapere da lei cosa ne pensa e secondo lei cosa dovremmo pensare noi. Io propendo per il pensiero del prof Croce, sia perche' credo che animali e uomini siano specie diverse , sia perche' spero fortemente che sia cosi' perche' ho rispetto per gli animali e penso che abbiano gia' sofferto abbastanza e che sarebbe ora di dare loro la giusta ricompensa , ovvero una vita tranquilla e rispettata.Io inoltre penso pure, ma non sono sola a pensarlo, che per molte malattie , come il cancro, esista una cura o un rimedio ma che il business e' troppo grande perche' si rinunci ai guadagni che ne conseguono. Guardi che siamo in tanti a pensarlo e anche tanti medici e io non dico che sia la verita' ma qualcosa di vero anche in piccola parte ci deve essere quando molti pensieri diversi e separatamente convergono sullo stesso punto. Potremmo sperimentare su persone malate o persone che si offrono , pagandole e allora la corrispondenza sarebbe massima , da uomo a uomo . Mi scusi se mi sono permessa di esprimerle le mie idee da profano ignorante in materia ma le chiedo cosa pensa di cio' che ha scritto qua sotto il Prof.Croce anche per chiarire i nostri dubbi .Grazie
Claudia ............. Roma
Gruppo Bairo http://www.geocities.com/Bairo.geo
GAZZETTA DI REGGIO DEL 03/10/2002 Reggio/Valdenza Il traffico di cuccioli da laboratorio della Morini di San Polo. Intervista a uno fra i più importanti ricercatori mondiali
«La vivisezione? La facevo ma non serve»
Il professor Croce: «Esperimenti sugli animali inutili per l'uomo»
«Dicono che "lavorare" su questi cani serve a salvare i bambini? E' una menzogna»
SAN POLO. Tutto è cominciato con la scoperta, al Brennero, di un carico - trasportato in maniera difforme alle regole - di cani destinati alla vivisezione per un laboratorio tedesco. I cani provenivano dall'allevamento Morini di San Polo, già in passato al centro di polemiche per l'esportazione in maniera un po' troppo disinvolta di esemplari destinati a sevizie e morte certa. Sono seguite accuse a non finire, fino alla promulgazione della legge regionale che vieta questo tipo di allevamenti successivamente impugnata dal governo. Sulla vivisezione, e soprattutto sulla sua utilità ai fini della ricerca, il veterinario reggiano Oscar Grazioli, nostro apprezzato collaboratore, ha intervistato il professor Pietro Croce, luminare della materia.
di Oscar Grazioli
VICENZA. Sylvia, la moglie del professor Croce, mi accoglie sorridente con un aperitivo e una fetta di torta al cioccolato da brividi. «La prego, ancora un po'». Il professor Croce sta arrivando. E' andato al parco qui vicino a fare la sua passeggiata e i suoi esercizi di ginnastica. Mi sento un verme. Io, a cinquant'anni, vado in tachicardia parossistica dopo due flessioni, lui, a 84, va a fare jogging e ginnastica.
La casa è piena di libri. Molti dei quali tedeschi, inglesi e americani. Il professor Croce, oltre ad avere scritto testi monumentali di patologia, ne ha tradotti altrettanti dal tedesco.
Quando entra mi stringe la mano e mi fa cenno di stare comodo. Parla con misura, senza mai alzare la voce, senza accalorarsi. Gli occhi sono limpidi e sinceri. «Forza Oscar, volevi farmi qualche domanda? Sono pronto».
Professor Croce lei ha mai condotto esperimenti su animali?
«Sì, ma prima di tutto dammi del tu. Tra colleghi ci si dà del tu. La formazione scientifica scolastica mi ha imposto, per i primi anni, di sperimentare sugli animali. Era l'unico credo esistente».
Quali sono stati i risultati di questa sperimentazione nella sua esperienza?
«Nulli, per la medicina umana. Potevano avere qualche interesse per i veterinari. Forse avrebbero potuto migliorare la qualità di vita di topi e ratti, ma non certo quella dell'uomo che è un'altra specie assolutamente diversa».
La vivisezione è solo un problema di compassione nei confronti degli animali o è un problema scientifico?
«Io rappresento e sostengo soltanto l'antivivisezionismo scientifico».
Qual è stata la molla che ha condotto uno scienziato come lei a trovarsi, come scrive in un suo celebre libro, sulla via di Damasco? In altri termini perché non ha più sperimentato sugli animali?
«L'aver constatato che né i miei, né i risultati degli sperimentatori di tutto il mondo, ottenevano alcun risultato utile per la medicina umana. Tutti i giorni muoiono in Germania cinquemila animali a causa della vivisezione. Tutti i giorni muoiono in Germania 44 uomini a causa degli effetti collaterali su medicine provate sugli animali. E' questo il risultato che desideriamo?».
Ci può dire quali sono i danni maggiori causati all'umanità dalla sperimentazione dei farmaci su ratti, topi o cani? Ci fai qualche esempio anche recente?
«Ho un elenco di farmaci compilato dal dottor Bernhard Rambeck di Bielefeld (Germania) che cita un'ottantina di farmaci che, sperimentati sugli animali hanno fornito risultati soddisfacenti; somministrarti all'uomo hanno provocato morti o malattie gravissime, specialmente al fegato e al cuore».
E' sicuro che dalla sperimentazione sugli animali non sia derivato nessun vantaggio, ad esempio il trapianto d'organo?
«E' assai probabile che gli sperimentatori abbiano provato sugli animali prima di provare sull'uomo, ma non possiedo protocolli a proposito, non saprei come procurarmeli. Anche perché da qualche anno la sperimentazione sugli animali si svolge nel più assoluto segreto: i ricercatori cominciano a vergognarsi? Sarebbe ora!».
Molte persone credono che la vita di un bambino non valga quella di tutti i cani del mondo. Cosa risponde loro?
«Vorrei invitare quelle persone a dimostrare una correlazione tra la sperimentazione sugli animali e il salvataggio dei bambini. Non ci riuscirebbero mai».
In una recente intervista la responsabile degli studi dell'istituto Mario Negri ha detto che quando uno sperimentatore sa che quel cane deve morire prova grande dolore, ma lo deve fare. E' vero?
«Commovente!».
Che fare allora. Sperimentare su cavie umane?
«Cercando di modificare geneticamente animali per ottenere specie con tessuti di tipo "umano" i ricercatori, forse senza rendersene conto, ci hanno dato ragione: soltanto l'uomo può essere modello sperimentale dell'uomo. Ratti, topi, cani o scimmie non solo sono inutili ma sono forvianti. La ricerca della sicurezza usando ratti e criceti è pura follia, o meglio, copertura accorta di interessi che hanno più a che fare con soldi e punteggi accademici che non con la salute».
Lei è un grande scienziato ed è stato un grande insegnante. Vuole dire qualcosa ai giovanissimi che hanno iniziato ora le scuole?
«Quando sarete voi in età da poter sperimentare a favore della medicina umana, la sperimentazione sugli animali sarà così screditata da non esistere più nessuna traccia, ma solo un triste ricordo del quale l'umanità intera si vergognerà. E tu, Oscar, per favore... dammi del tu».
Da Paola da Teramo, ricevo e giro
saluti Bairo
<http://www.geocities.com/Bairo.geo>http://www.geocities.com/Bairo.geo
----- Original Message -----
From:
To: <mailto:bairos@tin.it>Bairo
Sent: Thursday, February 14, 2002 8:57 PM
Subject: Campagna Antivivisezione
Sui muri di Teramo ho letto questo articolo del Comitato
Antivivisezionista
e l'ho cercato tramite Internet,mi sembra interessante,ci sono
tutti gli
argomenti per persuadere (o almeno tentare!) le persone
favorevoli alla
vivisezione. Magari qualcuno di voi lo può stampare e diffondere.
Paola da Teramo
aa46ec.jpg
Se Fido, il tuo cane, si ammalasse e stesse morendo, credi che
sarebbe
scientificamente possibile trovare una cura per lui sperimentando
sul tuo
sanissimo zio Walter?
Lo trovi ridicolo? Certo che lo è!
Eppure l'industria biomedica ed i suoi potenti alleati sono
riusciti a
convincere milioni di persone - anche le più intelligenti tra
noi - che sia
possibile trovare delle cure per le malattie umane sperimentando
su animali
sani.
La sperimentazione animale è una frode scientifica perché:
aa4728.jpgOgni specie animale è un'entità diversa, sia in
termini di
biomeccanica che di biochimica. Le specie animali non sono
differenti solo
dagli esseri umani, ma anche tra loro: nella loro anatomia,
fisiologia,
immunologia, genetica ed istologia (e perfino nella struttura
cellulare di
base). Il cane è diverso dal gatto, che è diverso dal ratto,
che è diverso
dal topo; e ognuno è diverso dall'uomo. Ogni specie animale
reagisce alle
sostanze chimiche in maniera diversa: L'aspirina uccide i gatti e
la
penicillina uccide le cavie, che però possono tranquillamente
mangiare la
stricnina, uno dei veleni più letali per l'uomo, così come le
pecore
l'arsenico, e la lista potrebbe continuare all'infinito. Di
conseguenza,
sostanze molto utili per l'uomo sono state messe da parte, per
anni, in
quanto dannose agli animali, e moltissimi farmaci, considerati
"sicuri"
sulla base di esperimenti condotti sugli animali, sono stati poi
ritirati
dal commercio per avere causato nell'uomo gravi danni alla salute.
In
Italia, negli ultimi anni, sono stati ritirati migliaia di
prodotti
farmaceutici.
aa4750.jpgLe malattie dell'uomo non possono essere riprodotte
negli animali
- in realtà neanche nell'uomo - perché la malattia riprodotta
è
artificiale e diversa da quella che il corpo produce
spontaneamente. Un
esempio: se tu non hai l'epilessia, nessuno te la può far venire,
e ancora
meno la si può procurare ad un animale. In alcuni casi si
possono ricreare
dei sintomi della malattia, come le convulsioni, ma mai la
malattia vera e
propria. Fanno eccezione le malattie infettive, ma gli animali
non
contraggono quelle umane (infatti non è mai stato possibile, nei
laboratori, contagiare di AIDS umano un solo animale). Tra le
mille
differenze che ci dividono dagli animali, vi sono anche quelle
dei sistemi
immunitari: i ratti vivono nelle fogne, i cani bevono l'acqua
delle
pozzanghere ed i gatti si leccano via la sporcizia dal corpo,
senza ammalarsi!
aa4778.jpgChi sperimenta sugli animali dice che sono abbastanza
"simili"
all'uomo. Ma in termini di vera scienza, il concetto di
"simile" è del
tutto privo di valore. Se qualcuno ti dicesse che nella stanza
accanto non
c'è ossigeno, ma un gas molto "simile" all'ossigeno,
ci entreresti? Se ti
servisse una trasfusione di sangue, e qualcuno ti dicesse che c'è
una
sostanza molto "simile" al sangue umano (come il sangue
di scimpanzé), lo
accetteresti? Se ti dicessi che i miei numeri del lotto sono
molto "simili"
ai numeri vincenti, ti congratuleresti con me?
aa47a0.jpgTi chiederai per quale ragione, allora, le sostanze
destinate
all'uomo vengono ancora sperimentate sugli animali. Lo si fa per
favorire
le carriere scientifiche basate sul numero di "pubblicazioni"
prodotte e
soprattutto le industrie. La sperimentazione animale fornisce ai
produttori, oltre ad una eventuale tutela giuridica, la
possibilità di
selezionare la risposta, variando la specie animale o le
condizioni
dell'esperimento. Ciò consente, in un'ottica di profitto che non
ha certo
come fine la nostra salute, la commercializzazione di migliaia di
farmaci,
spesso inutili e talvolta dannosi.
aa47c8.jpgL'attuale ricorso alle manipolazioni genetiche, per
superare le
differenze tra uomo e animale con la creazione di animali
transgenici nei
quali sono stati immessi geni umani, mostra ancora una volta
l'irresponsabilità dell'ambiente scientifico che non vuole
valutare le
gravi conseguenze, pur spesso denunciate, di tali azioni; e
mostra anche la
sua ostinazione nel perseverare in una strada errata. Infatti con
il
tentativo di "umanizzare" l'animale da laboratorio (che
resterà differente
dall'uomo in tutte le sue altre caratteristiche) si ammette
apertamente il
fallimento della ricerca fatta con gli animali.
aa47f0.jpgDopo più di cento anni di massiccia e costosissima
ricerca basata
sulla sperimentazione animale, pur essendo cambiate sia le
malattie che i
loro decorsi, il numero dei malati non si è ridotto. Lungi dal
trovare cure
per i "mali del secolo", stiamo perdendo terreno nella
lotta contro il
cancro, le malattie cardiovascolari, il diabete, l'AIDS, la
distrofia
muscolare, la sclerosi multipla, la sindrome di Alzheimer e le
malformazioni, per citarne solo alcune. Ed inoltre le malattie
iatrogene
(prodotte da farmaci), sono sempre più presenti. La spesa
sanitaria dei
Paesi industrializzati sta diventando un onere insostenibile e
tutte le
nazioni sono costrette, per questo, a ridurre l'assistenza
sanitaria pubblica
aa4818.jpgIn tutto il mondo è in rapida crescita il movimento di
Medici e
Scienziati che si battono per l'abolizione della
sperimentazione animale,
metodo di ricerca che ha sempre usurpato all'osservazione clinica
il merito
delle conquiste scientifiche del passato, che ha ostacolato il
progresso
della medicina e che è causa di una sperimentazione
incontrollata
sull'uomo. Questo movimento, rappresentato in Italia dal Comitato
Scientifico Antivivisezionista, si batte per una medicina che
abbia basi
scientifiche e che si serva della prevenzione, della ricerca
clinica e
soprattutto della logica e del buonsenso.
La scelta non è tra un bambino e un topo.
La scelta è tra vera scienza e falsa scienza.
www.crcssa.it/convegno.htm
23 dicembre-Giornata
Nazionale della RICERCA senza SPERIMENTAZIONE ANIMALE
;DA OGGI DICEMBRE 2004 nasce il gemmellaggio CRCSSA/OIPA:UNITI SI VINCE!!!!!!!!!!
1996 nasce a genova il CRCSSA formato da MEDICI E"il primo centro che per
statuto etico e scientifico -rifiuta la sperimentazione sugli animali/la vivisezione/i protocolli basati su modello animale:direttore del COMITATO SCIENTIFICO del CRCSSA è il prof.Giulio Tarro /chi è? /
Maria Grazia Barbieri fondatore presidente nazionaleRICERCA SENZA SOFFERENZA SI PUò-SI DEVE PER AMORE DELLA SCIENZA --scrivici@ ////////////
Centro
Ricerca Cancro Senza Sperimentazione Animale :l'unico dove anche
il tuo cane può entrare e uscire tranquillo//cosmetici
senza sofferenza animale /la lista