settore scientifico

 

 

         dichiarazione del coordinatore scientifico del CRCSSA ONLUS PROF. DOTT. BRUNO FEDI

 

Essendo certi che la ricerca biologica, per avere risultati applicabili all’uomo, debba compiersi sull’uomo stesso, con tutte le dovute preocauzioni, non effettuiamo esperimenti su animali. L’N.R.C. americano, ha recentemente confermato quanto abbiamo asserito ed anche provato, da oltre trent’anni. Pertanto, non essendo riusciti ad avere un nostro   laboratorio di culture cellulari, che avrebbero potuto aprirci un fondamentale settore di ricerca, senza usare organismi viventi, effettuiamo le nostre ricerche nel settore epidemiologico. Questo settore ha portato a scoperte rilevanti, semplicemente osservando chi e quante persone, in una certa popolazione, si ammalano, per esempio di tumori. Gli studi sul linfoma di Burkit  sono stati fatti in questo modo. Un altro  settore di ricerca è la carcinogenesi ambientale. Lo studio degli effetti sull’uomo dei cancerogeni ha portato alle scoperte nei settori dei tumori da amianto, da diossina, da cloruro di vinile ecc. ecc Infine,.un altro importante settore è la simulazione degli effetti di farmaci o droghe effettuato con i computers. Questi sono i tre fondamentali settori di ricerca, che non hanno impedito ad alcuni di noi di effettuare scoperte, che sono state la base, per esempio, dello sviluppo della citometria a flusso, universalmente applicata, oppure di scoprire proteine che svolgono un importante ruolo nella carcinogenesi polmonare, come si vede dalle allegate dichiarazioni del Prof. Tarro. Mi dichiaro disponibile a qualunque chiarimento o colloquio, sottolineando che le somme da noi raccolte vengono totalmente impiegate per i nostri scopi istituzionali. Essendo praticamente privi di una struttura burocratica, non abbiamo costi, che assorbano una parte  delle donazioni.

 

                                                                 Prof. Dott. Bruno Fedi

 

 

dichiarazione del direttore scientifico del CRCSSA ONLUS PROF. GIULIO TARRO

per approfondimenti sulle ricerche del prof. Tarro

Ricerca medica senza il sacrificio di animali

 

All'interno del settore biologico e medico, il rapporto tra bioetica e ambiente non può non toccare il controverso rapporto tra Scienza e sacrificio di innumerevoli animali da laboratorio. Intanto, una precisazione. Chi scrive queste righe  crede che senza lo sfruttamento degli animali (ad esempio le bestie da soma) l'umanità non sarebbe andata molto avanti sulla strada del progresso. Se la sperimentazione sugli animali, almeno com'è fatta oggi nella stragrande maggioranza dei paesi, fosse soltanto finalizzata a lenire le sofferenze dell'uomo o a garantirgli un futuro meno insidioso, il sacrificio giornaliero di milioni di animali di laboratorio dovrebbe, quindi, essere visto come un male inevitabile. Ma le cose non stanno così, e contro le inutili sofferenze che subiscono gli animali nei laboratori si levano sempre più numerose e qualificate voci di protesta. Com'è noto a chiunque faccia ricerca biomedica, negli ultimi anni contro gli esperimenti basati su animali è stata scatenata una "crociata" da parte di alcuni settori del mondo animalista che sottolineano la fallacia del trasporre all'uomo conoscenze acquisite con sperimentazioni animali. In effetti, gli esempi non mancherebbero. Basti pensare che uno degli errori più nefasti per l'umanità, è stato nel Medioevo l'abbandono delle regole igieniche che il naturalista e medico Galeno, avendo osservato che gli animali vivevano benissimo senza lavarsi le zampe e che le loro ferite si rimarginavano senza cure, considerava un'antica superstizione. L'umanità tra l'altro avrebbe dovuto rinunciare a numerosissime scoperte farmacologiche se avesse cominciato a sperimentare le nuove sostanze sugli animali: l'Aspirina, ad esempio, che provoca la nascita di ratti focomelici mentre è innocua alla specie umana. Allo stesso tempo, farmaci che non avevano avuto alcuna reazione negativa nelle migliaia di animali da laboratorio sui quali erano stati sperimentati, hanno provocato effetti disastrosi nella popolazione umana: fra questi, solo per citare i casi più tristemente noti, il Talidomide (un tranquillante che, negli anni Sessanta, determinò la nascita di oltre dieci mila neonati deformi, con moncherini al posto delle braccia), il Paracetanol (un analgesico che nel 1911 provocò più di mille e cinquecento ricoveri nella sola Inghilterra), o l'Isoproterenol (uno spray che nel 1975 uccise migliaia di asmatici). Va da sé che queste considerazioni con l'avanzare della ricerca biomedica hanno perso gran parte della loro attualità e oggi la sperimentazione sull'animale è solo uno dei passi di una più accurata sperimentazione farmacologica. Il discorso sulle sofferenze degli animali di laboratorio meriterebbe, invece, un'altra impostazione che parte da una riflessione su un certo modo di fare "ricerca scientifica" spesso finalizzata esclusivamente alla promozione accademica del ricercatore. Spero che questa mia affermazione non venga considerata una bestemmia ma, se si osserva da vicino il lavoro di non pochi biologi, farmacologi o medici impegnati nella sperimentazione, la sensazione che si avverte è che lo scopo principale delle loro ricerche è, sostanzialmente, quello di accatastare pubblicazioni che, spesso, "dimostrando" teorie vecchie di decenni, spianano loro la via verso una più o meno prestigiosa carriera accademica. E visto che le redazioni delle riviste scientifiche pretendono, quasi sempre, che gli studi siano accompagnati da test su animali, ogni pubblicazione è preceduta dal sacrificio di un numero altissimo di cavie.

Anni fa, un migliaio di ricercatori statunitensi era insorto contro questa logica perversa, e aveva chiesto a numerose riviste scientifiche di rifiutare almeno quei lavori nei quali gli esperimenti sugli animali potevano facilmente essere sostituiti da altri che impiegassero metodi incruenti, considerati oggi più affidabili della sperimentazione animale come, ad esempio, la simulazione computerizzata della dinamica molecolare, l'ingegneria biomedica, la sperimentazione in colture di cellule... Naturalmente non se ne fece niente, anche perché, per le non poche riviste scientifiche che pubblicano ricerche di dubbio valore e che sopravvivono quasi esclusivamente grazie a costosi abbonamenti e a un po' di pubblicità, escludere lavori basati su inutili crudeltà inflitte agli animali avrebbe significato cessare completamente le pubblicazioni. Naturalmente, si può ribattere a queste mie affermazioni sentenziando che la ricerca, anche quando appare lontana da applicazioni che appaiono di immediata utilità, conserva un altissimo valore in sé e certamente garantirà, un domani, il raggiungimento di nuovi esaltanti traguardi. Ma anche la vita o la sofferenza di una seppur umile cavia di laboratorio ha un valore in sé. E non mettere in conto questo nel calcolo costi/benefici che dovrebbe sottintendere la ricerca scientifica è un metodo inaccettabile. Da questo punto di vista

numerosi studiosi di bioetica stanno facendo sentire la loro voce affinchè il raggiungimento di nuove scoperte scientifiche venga ottenuto con il minimo di sacrificio di animali i quali - è bene qui sottolinearlo - non sono venuti al mondo con il solo scopo di servire l'Uomo.

Come citato: il 24 aprile 2006   associazione OIPA Italia e la campagna "Ricerca senza animali" - http://giornaleanimalista.splinder.com/archive/2006-04

I metodi scientifici più moderni ed aggiornati, che si focalizzano sui dati riguardanti la nostra specie (studi clinici, epidemiologici, studi su tessuti umani, le moderne tecniche non invasive di analisi), sono sicuramente da preferire alle risposte inaffidabili ottenute dai test su animali, se si ha a cuore il progresso della medicina ha detto Giulio Tarro, presidente Medici Internazionali e ricercatore.

Fondazione De Beaumont Bonelli per la ricerca sul cancro

La fondazione per le ricerche sul cancro "Teresa e Luigi de Beaumont Bonelli" nasce ufficialmente il 3 gennaio 1978, con la erezione in ente morale da parte del Presidente della Repubblica (G.U. n. 56 del 25/2/1978).

L'iniziativa vede la luce grazie ad un atto di liberalità della Marchesa Teresa Berger de Beaumont Bonelli, che alla sua morte, avvenuta in Roma nel 1973, perché colpita anch'essa (come dieci milioni di uomini ogni anno nel mondo) dal "male del secolo", istituitiva erede del suo patrimonio la costituenda Fondazione e ne nominava Presidente a vita il Professor Giulio Tarro, scienziato di fama internazionale del quale aveva seguito le ricerche e gli studi condotti in America e nel reparto di virologia dell'ospedale "Cotugno" di Napoli.

La fondazione, che ha la propria sede legale ed i laboratori di ricerca in Napoli, presso l'ospedale suddetto, mentre ha la propria sede organizzativa in Roma, nasce come momento aggregante di altri atti di liberalità ed ha come finalità quella di promuovere la ricerca sul cancro pur potendo disporre delle proprie rendite anche a favore di istituti di ricerca a livello universitario, laboratori ed altri organismi scientifici, nonché per la creazione e gestione diretta di laboratori destinati alla ricerca.

Essa rappresenta nel nostro Paese un raro esempio di liberalità privata che concorre concretamente al sostegno delle ingenti spese necessarie alla ricerca oncologica.

Malgrado l'attività concreta di ricerca svolta (il professor Tarro fu tra l'altro il primo ad indicare il virus della virosi respiratoria che causava a Napoli la morte di tanti bambini) la fondazione non ha mai ricevuto contributi o sovvenzioni, né da parte dello stato, né dagli enti locali, notoriamente prodighi in elargizioni destinate ad altri settori.

E ciò malgrado la natura giuridica della Fondazione ponga quest'ultima (a differenza delle Associazioni ed altre istituzioni analoghe che sono sottratte a qualsiasi verifica) sotto il controllo costante dello Stato, garantendo così l'assoluta trasparenza e correttezza della sua gestione e dell'utilizzazione delle disponibilità finanziarie.

Infatti, è da ricordare che del consiglio di amministrazione fanno parte di diritto, secondo quanto previsto dallo Statuto anche il Prefetto di Napoli ed il Presidente dell'ospedale "Cotugno".

In tale prospettiva si comprende facilmente perché la Fondazione, attraverso il suo Presidente Prof. Giulio Tarro e il suo Consiglio di Amministrazione, ha deciso di rivolgere un appello a tutti coloro che, consapevoli dell'impegno civile richiesto dalla lotta a questa tremenda malattia, intendano confluire, in spirito di servizio, a coinvolgere il maggior numero di persone nella complessa attività di sostegno alla ricerca scientifica che la Fondazione stessa da anni conduce.

Con l'obiettivo di rendere sempre più vicino un futuro sereno.

La Fondazione Teresa e Luigi de Beaumont Bonelli per le ricerche sul cancro non conduce né sponsorizza ricerche che vengano effettuate su animali.

Si allega il lavoro sul TLP, Proteina Liberata da Tumore, che è una sintesi di numerosi anni di lavoro dedicati dalla Fondazione alla ricerca sul cancro, come anche dimostrato dai numerosi riferimenti bibliografici in calce riportati

 

IL TLP è, staTo scoPERrto da Giulio Tarro (Universitâ dï Napoli) nel corso degli studi sulla

tipizzazione di anticorpi verso il tumore al polmone. j

. ' l .

. . j '

1 labôratori di Cold Spring Harbor diretti dal Premio Nobel James Watson hanno prodotto e

cazatterizzato tm antisiero di coniglio per il tumore polmonare umano.

' .

Questo reagisce ïn maniera selettiva con i tessuti cancerosi polmonari con il tessuto normale polmonare con altri tessuti.. l'antigene identificato dall'antisiero è statœ çhiamato Tumor Liberated Ptotein o TlP

1 primi risultati pubblicati dal G. Tarro e g. Pederzini hanno dimostrato che il primo TLP(parzialmente purifîcato) veniva riconosciuto dal sistema immUnitario DI PAZIENTI AFFETTI DA TUMORE POLMONARE

e induceva la proliferazione di linfOCiti ematici di questi paziEntï,

l

QuesTi Iînfociti sono la comPOnente chiave del sîstema immunitario

. !

il TlP (naturale) è un antïgene associato al tumorc che è stato ôttenuto da polmone canceroso umano

il  'ILP à unico: è !a sola molecoia di questa categoria che è stata scoperta ' nel tessuto canceroso del e del colon. )

 

11 'TLP emerge dalla superficie delle cellule cancerose. è rilasciato nel siero, ed è abile a produrre una reazione nell 'organismo umano (risposta immunolôgica).

Per le sue proprietà. il TLP è candidato ad essere usato sia come agente terapeutico che diagnostico. j

 Potenzîale uso terapeutico del .TLP  

la somministmzione parenteRALE del TLP stimcla diRettamente il sistEma imMUnitario Ospite

* Può essere usato in combinazionecon chemîoterapici ed immunodulanti  aspecifiçî

Puô essere usato in vitro per stimolare e diffondere le cellule immunôcompetenti '

Potenziale uso diagnostico del TLP

La presenza del TLP nel sîero di sangue indïca positività neoplastica diagnostico)

la variaziône di positività neoplastica indjca una evoluzione patologiça (prôgnôstîca)

- la presenza precoce nel sanguc çvidcnzia un tumore nativo

* Anticorpi monoclonali antïTLP marcati, legatî aï ricettori delle cellule cancerose le marcano identifîcandole.

 

si è vïsto che le preparaziôni di TLP parzialmente purificato vengono ricônosciute dalla risposta immunitaria di un certo numero di pazienti

con l'induzione di una reazione di ipersensibilità cutanea rïtardata in çerti pazienti e inducendo la stimolazione della pioliferazione di linfociti del sangue periferico in labotatorio di pazienti con cancro al polmone

 

Più recentmnente, si è proceduto ad una ulterïore caratterizzazione del TLP.

 

ln questi studi il TLP era  altamente putificato. Sonô stati prodotti frammenti di TLP mediante trattamento enzimatico con trypsina ed è statô possibile osservare la reattivitâ' dell'antisiero anti-

TLP contro uno di questi frammenti peptidici.

' j

QUESTO ANTIGENE E'stato utilizzato, in collaborazione con ïl Prof Enriço Caraci e Dr. Rasi al CNR di Roma, per indagare Ia distribuzione del TLP nelle cellule cancerose umane e per determinare la

possibile presenza del TLP nel siero di alcuni pazienti cancerosi (Gataci et Al CCA a New Tumor

AssOciaTed Antigen Of Non-small Cell LUNg Cancer (NSCLC Tumout Liberated Proteins (TLP) -

A Possible New Tumor Marker'' AnticancEr Research 16:2253-2256, 1996).

ln questo studio l'antisiero CSH- 419 marcato o coniugato venîva usato per determinare il TLP nel sïero di pazientî affettî da NSCLC mediante un nuovo test ELISA in un formato sandvvich.

1

Qutsto ELiSA è stato condottO Sul siero di 534 individui il TLP è staTo appreZZATO  nel 53,1% di pazienti affetti da NSCLC, coN) uno 0% di risposta ln pazienti con tumori diversi da NSCLC, 7.6% di

risposta in sconosciuti donatori di sançue e 17,4% di risposta ïn pazienti con malattie croniche polmonari correlate çon un elevato rischio di sviluppare cancro polmonare.

11 TLP era particolarmente presente nelle fasi precoci della malattia'. 75%nella fase 1, 56% nella fase II e III e 45% in fasc IV.

Perciò  il TLP è: '

Rilasciato nEL siero dôve può essere deterninato'. consentendç quindi un facile uso diagnosticô

è un'applicazione terapeutica. '

Una sostanza biologica; ridotto potenziale tossico se cônfrontato all'approccio chemioterapico,

Capace di stïmolare Ia reaziône del sistema immunitarïo: adatto all'uso diagnostïco e terapeutico,

una uniça molecola.. consentendo specificità in diagnosi e terapia c per  csscrc brevettato

 

 

 

Andate a visitare il sito <http://www.norbm.org>http://www.norbm.org contro la vivisezione

Notizie Flash: USA: STUDENTI NON VOGLIONO SEZIONARE ANIMALI IN CLASSE
Postato il Sunday, 06 October @ 17:07:30 CEST di
redazione PD


Cresce il numero dei rifiuti (e in 8 stati è possibile ritirarsi)

NEW YORK, 6 OTT - Cresce negli Usa il numero degli studenti che rifiuta di sezionare gli animali in classe durante le lezioni di scienze. Piuttosto che analizzare rane, tagliuzzare feti di maiale e 'aprire' gattini, molti ragazzi preferirebbero simulare queste esperienze al computer. ''S'impara cosi' poco quando si tengono gli occhi chiusi per il disgusto'' ha detto un'allieva di Little Chute in Wisconsin.
Nella sua scuola gli studenti hanno fatto richiesta perche' si prendano dei provvedimenti contro la prassi della sezione-animale e le lezioni di scienze si svolgano in altro modo. Laurie Wolff, che frequenta un istituto di Las Vegas, l'anno scorso ha preso C in scienze, appena sufficiente, per aver rifiutato di tagliare un lombrico. Abituata a passare a pieni voti nelle altre materie, Laurie ha portato avanti una petizione, riuscendo a ottenere che nella sua scuola si possa scegliere di non partecipare agli esperimenti, a patto che i genitori siano d'accordo. Un'opzione simile e' stata adottata gia' in otto stati degli Usa, tra cui California, New York, Florida e Pennsylvania.
Ma altrove il problema resta. A Baltimora, in Maryland, una ragazzina di 16 anni e' stata espulsa dalla classe di scienze per aver rifiutato di sezionare un gatto. Sarebbero circa sei milioni gli animali utilizzati ogni anno nelle scuole americane a questo scopo, per lo piu' gatti, rane e feti di maiale: a rendere nota la cifra e' l'associazione per la protezione degli animali che da tempo conduce una campagna di sensibilizzazione nelle scuole, distribuendo video contro la dissezione e proponendo software che permetterebbero metodi di apprendimento alternativi.
Sul fronte opposto molti insegnanti di scienze non sono affatto d'accordo con chi ostacola l'attivita' dei laboratori. ''Chi si oppone alla dissezione degli animali morti lo fa ragionando in modo emotivo, senza usare la testa'', ha dichiarato Waine Carley, direttrice esecutiva dell'associazione nazionale degli insegnanti di biologia, che ha invocato il principio della liberta' accademica.
L'associazione, che raccoglie 53 mila professori, difende la dissezione degli animali, ma chiede ai docenti di essere comunque flessibili.
(ANSA da
www.greenplanet.net

  DAL GIORNALE LIBERO DEL 13 OTTOBRE 2002   Pregnana si mobilita contro vivisezione e combattimenti animali   Pregnana (Mi): - Una pratica barbara, violenta e irrispettosa.- Così i membri del consiglio comunale di Pregnana hanno definito la vivisezione animale. Molto più di una semplice manifestazione di pensiero. L'assemblea infatti, su iniziativa del consigliere di minoranza Lorenzo Croce (Forza Italia) ha approvato all'unanimità una mozione in cui si condanna e si mette al bando ogni forma di sperimentazione sugli animali. E' la prima volta che un comune prende una posizione così netta al riguardo. E non è escluso che l'esempio di Pregnana sia seguito da altri comuni. Come sia nato il provvedimento, lo spiega lo stesso Croce, consigliere appunto, ma anche fervente animalista (lui stesso possiede un gattino). - E' da tempo che mi occupo della questione- spiega - L'anno scorso ho oganizzato con l'Oipa (Organizzazione nazionale per la protezione animali) e con Massimo Pratella, rappresentante dell'organizzazione presso l'Onu, un convegno milanese sulla vivisezione. In tempi recenti poi, mi sono giunte alle orecchie voci, mai confermate, di combattimenti con animali proprio nei territori limitrofi. - Tutto questo lo ha incoraggiato a presentare in consiglio una mozione in cui - fosse esplicita la richiesta di favorire una serie di iniziative per sensibilizzare i cittadini contro l'uso di animali vivi per ricerche e sperimentazioni scientifiche. Non appena però il progetto è stato divulgato, la casella di posta del comune di Pregnana è stato preso d'assalto. Ben trecento le e-meil di consenso. Tra queste molte firmate da medici ospedalieri ed esperti del settore, compreso fausto Pocar, docente del diritto Internazionale presso l'Università degli studi di Milano. Gli scritti erano tutti molto simili. Elogi incoraggiamento, attestazioni di simpatia e solidarietà. Un successo insperato e senza precedenti. - A questo punto, - continua Croce - ho presentato la mozione in consiglio e il risultato è stato appunto l'approvazione all'unanimità del documento.- Ora Pregnana ha due importanti obiettivi. L'invio della mozione appena approvata a tutti i sindaci perchè si mobilitino a loro volta contro la vivisezione animale. E la realizzazione, entro il prossimo febbraio di un convegno scientifico sulla vivisezione, in cui vengano valutate tutte le possibili alternative alla sperimentazione sugli animali. Analogo impegno il comune di Pregnana metterà però sul fronte dei controlli interni. In particolare con l'aiuto della polizia municipale e dell'autorità scientifica l'amministrazione intende intensificare il controllo sul territorio a scongiurare qualsiasi atto di violenza nei confronti degli animali, compresi, se appunto i sospetti dovessero trovare conferma, combattimenti animali 

  LA STAMPA

(Del 11/10/2002 Sezione: Imperia Pag. 45)

PRESENTATA IN REGIONE
Vivisezione, una legge modello


La proposta di legge regionale contro la vivisezione presentata nei giorni scorsi dal consigliere Eugenio Minasso di Alleanza Nazionale, potrebbe essere presa a modello per una norma estesa a livello nazionale. E´ questo il senso, infatti, di una richiesta della Presidenza del Consiglio dei ministri allo stesso Minasso, nella quale si chiede che il testo integrale della legge venga trasmesso a Roma, cosa già avvenuta. La proposta presentata dal consigliere Minasso che è anche presidente della Federazione di An a Imperia, prevede una serie di durissime norme contro la sperimentazione animale anche ai fini didattici oltre che, spesso inutilmente, a fini terapeutici. «E´ noto, infatti - dice Minasso - che di frequente medicinali usati per sperimentare medicinali destinati poi all´uomo, dimostrino su di noi l´assoluta inefficacia e incompatibilità». Infine, la legge tende a evitare sofferenze inaudite agli animali che, è bene ricordarlo, hanno una loro precisa dignità e necessitano sempre e comunque di rispetto.

giu.gel.


La Gazzetta di Reggio   12/10/2002     Nominati gli avvocati dopo il ricorso alla Corte costituzionale proposto dal ministro La Loggia (Forza Italia)
Antivivisezione, la Regione si difende
Borghi (Enpa): «Mantenuto l'impegno in favore degli animali»
«Ci sono già tecniche alternative per fare valide sperimentazioni senza torturare altri esseri viventi»


SAN POLO. Soddisfazione tra gli animalisti reggiani, per la decisione della Regione Emilia Romagna di difendere in Corte costituzionale la propria legge che dallo scorso agosto vieta sul territorio regionale l'allevamento di cani e gatti destinati alla vivisezione. Divieto, che riguarda quindi anche l'allevamento Morini, da mesi nel mirino delle cronache dopo la casuale scoperta a Bolzano di un carico irregolare di cuccioli beagle destinati alla vivisezione in Germania.
Con delibera 1810 dello scorso 7 ottobre, la Giunta regionale all'unanimità ha conferito l'incarico ai suoi avvocati di fiducia, Falcon di Padova e Manzi di Roma, per difendere in Corte costituione la propria legge per tutelare cani e gatti dalla vivisezione. Legge, impugnata in consiglio dei ministri dal ministro per gli affarri regionali, Enrico La Loggia (Forza Italia) e che ha avuto come effetto boomerang di lacerare lo stesso centro destra, visto che in Regione (oltre che nella nostra porvincia) i consiglieri del Polo hanno votato compatti insieme ai colleghi del centro sinistra.
Soddisfatta della decisione della Regione di andare al confronto in Corte costituzionale, anche Stella Borghi presidente provinciale dell'Enpa: «Sì è così mantenuto fermo l'impegno a favore degli animali e per l'utilizzo e la diffusione delle già esistenti tecniche alternative alla sperimentazione sugli animali, tecniche più avanzate ed in grado di fornire risultati certi per la specie umana».
La Borghi ricorda che la direttiva comunitaria 609 del 1986 «consente agli Stati membri di adottare norme che siano di maggiore tutela per gli animali. Ora, dopo il referendum costituzionale del 2001, questo potere di tutela è passato alle Regioni».




Da Andrea da Roma a Claudia da Roma, ricevo e giro saluti Bairo http://www.geocities.com/Bairo.geo         ----- Original Message ----- From: To: Bairo Sent: Friday, October 11, 2002 12:20 PM Subject: Re: Lettera aperta al Prof Garattini
"Questo secolo oramai alla fine ,saturo di parassiti senza dignità
mi spinge solo ad essere migliore, con più volontà."
F.Battiato.   Ciao a tutti ,
Cara Claudia a mio parere sei stata fin troppo gentile, e la risposta che ti ha dato sta':"Sig.ra Spagnuolo" e' stata la classica,retorica  risposta dei vivisettori umanitari e perbenisti.Certo ne che non ci aspettavamo mica la risposta di un sadico che ci illustrasse le torture inflitte ai macachi per verificare il funzionamento del sistema nervoso, per poi aiutare le molte persone che aspettano le terapie per le proprie cure.
Voglio rispondere a sta:'Sig.ra Spagnuolo'.
  >  Purtroppo la sperimentazione animale è ancora necessaria ed indispensabile se vogliamo fare progressi nel campo della medicina.   I progressi fatti con l'aiuto dalla vivisezione sono ZERO. La vivisezione ha solamente rallentato la scoperta.Una patologia indotta artificialmente ad un animale sano (un tumore per intenderci) per estrapolare dati da poi esportare ad esseri umani, è chiaramente votata all'insuccesso.Questo perché le reazioni fisiologiche sono molto diverse sia tra le specie (animali-uomo) sia le patologie (naturali-indotte).
Un tumore innestato artificialmente ad un topo non sarà MAI, e ripeto MAI neanche lontanamente simile a un tumore che si sviluppa naturalmente in un essere umano.In un essere umano lo svilupparsi di un tumore e' una cosa molto complessa che proviene da moltissimi fattori esterni.
Poi la Spagnuolo ci farà vedere in questi cent'anni di vivisezione quali sono i risultati ottenuti, e il progresso scientifico.
Per fortuna il cancro oramai non fa più paura, non sono nati nuovi e devastanti virus (H.I.V-Ebola ecc. ecc.) e abbiamo anche risolto il problema dei nostri mali con i trapianti d'organo che fanno tanto bene e non hanno nessuna controindicazione, tranne forse quella della morte.
  >Il suggerimento di usare queste persone pagandole per avere risultati è contro ogni principio di etica.   Pinocchio era un bugiardo infondo buono, ma la sig.ra Spagnuolo ha solo il primo aggettivo.
bugiarda. I farmaci sono sperimentati anche su gli uomini.Si pagano. Gli vengono somministrati medicinali a loro insaputa.O forse la Spagnulo non conosce la pratica del "doppio cieco"? MA non finisce qui.I signori tagliatori di teste (di scimmie) e vivisettori sperimentano anche sui portatori di  handicap (
http://www.novivisezione.org/europa/scimmie/rapporto.htm per chi vuole approfondire).
Insomma alla fine degli assassini e delle torture nei laboratori la cavia finale e' l'uomo, e allora perché la vivisezione?
  >D'altra parte le leggi esistenti in tutto il mondo civile obbligano a sperimentare sugli animali prima di passare all'uomo.   Questo e' vero, ma e' qui proprio che emerge tutta la contraddizione della vivisezione.Perchè sperimentare sull'uomo una cosa che giga e stata fatta sugli animali?LA risposta sembra semplice e lo è. Perché la vivisezione non ha alcuna fondatezza scientifica.   >All'Istituto "Mario Negri" non abbiamo mai utilizzato cani per le sperimentazioni.   Allora siamo tutti più tranquilli.Non mi sono messo a scartabbellare la molteplicità di specie che avrete sicuramente "violentato" (ed e' un eufemismo), ma vorrei rispondere con un :"E ALLORA?".Ci farà per caso una lista degli animali "violentati" dall' Mario Negri.
LA "signora" parla di etica si riempie la bocca di frasi confezionate quando il rispetto per la vita non sa neanche dov'è di casa.Rispetto per la vita non vuol dire solo la vita degli uomini.Ma forse il discorso e' troppo elevato per una sostenitrice della tortura e della vivisezione.
  >Ovviamente i ricercatori non si divertono ad utilizzare animali, lo fanno solo perché è necessario cercando di utilizzarne il meno possibile.   Bugiarda più di pinocchio.Questo e' il punto più divertente.Riporto alcune ricerche necessarie e utili:
L'Università Cattolica del Sacro Cuore:
I suoi macellai 3 embrioni di pollo al giorno. Motivo? "Comprendere il modo di sviluppo e maturazione dell'apparato urinario nelle varie fasi della gestazione".
  Università di Torino:
Effetto preventivo e terapeutico di una proteina dello shock termico (HSP 72) in un modello murino di adenocarcinoma del colon.
  In queste prove vengono usati centinaia di topi destinati a sviluppare un tumore in quattro settimane. Un tumore artificiale che gli animali dovranno patire per un mese senza nessuna anestesia o analgesia. Tutti gli esperimenti svolti in assenza di anestesia dovrebbero essere, almeno formalmente, meglio spiegati rispetto a quelli che dichiarano di utilizzarla.   In questo caso: Titolo e obiettivo: 10 righe
Descrizione dei fini dell'esperimento: Una riga (praticamente riprende il titolo). Come se a voi chiedessero di svolgere un tema dal titolo: "Sei favorevole alla pace nel mondo?" e il vostro tema fosse "Sono favorevole alla pace nel mondo." BOCCIATI!!!!
Metodologia e tecnica dell'esperimento: Non descritta.
Perché si usa la specie topo?: per avere dati per l'uomo.
Perché non si usa l'anestesia?: Nessuna motivazione.
Autorizzazione accordata.
Allucinante esempio di assoluto menefreghismo delle attuali normative che, tra l'altro sono totalmente permissive.
  Ancora Università di Torino:
Valutare la capacità dell'acido salicilico (AS) nella leucemia murina L1210
  Qui si parla di crudeltà,non importa i risultati(Nulli) del professor Ghezzo. La cosa che più colpisce e la distruzione di massa, lenta, pianificata
Animali adulti, neonati, in gravidanza... non si salva nessuno.
Nessun' anestesia, nessun'analgesia, nessun controllo ministeriale, nessuna spiegazione, nessuna verifica sull'esistenza di altri metodi, nessun dubbio su una metodologia che è ormai criticata da sempre più medici e ricercatori.
  >Nel nostro Istituto in questi ultimi venti anni l'impiego di ratti e topi si è ridotto dell'80% grazie anche ai progressi tecnologici.   Pinocchio.Non dichiarate gli animali che aprite stabulate violentate.Non ci sono controlli su niente.Il ministero non controlla.
GLi unici controllli che fate ve li fate da voi e questo lo sapete bene.
  >Ho il massimo rispetto per tutti coloro che ritengono che non si debba fare la sperimentazione animale.   Il rispetto lo DEVE alla natura, agli animali, non a chi li difende.Io non voglio il suo rispetto.Voglio che liberi quel topo.
Quello bianco,quello che se gli faccio una carezza sul muso mi "squittisce" allegramente,quello che ha ora una cannula infilata nel cervello e che non capirà mai cosa gli sta succedendo.Quello che si trova con un tumore più grande di lui innestato.
LO VOGLIO LIBERO!
  >Tuttavia se fossero coerenti con le loro idee non dovrebbero prendere farmaci, perché tutti i farmaci in commercio sono passati attraverso la sperimentazione animale.   Infatti per sua sfortuna sig.Spagnuolo tutti i farmaci che sono in farmacia forse li andrà a comprare lei.Lo sa' da quanto tempo e' che non entro in una farmacia?Non parli di coerenza con noi per favore.
Piuttosto si favorisca lo studio sostitutivo alla vivisezione,in Italia esiste l'obbiezione di coscienza che obbliga i docenti delle università ad allestire laboratori cosiddetti "alternativi" alla vivisezione.Sono OBBLIGATI. LA legge dice anche che la vivisezione si puo' praticare solo in assenza di metodi alternativi.Allora se i metodi alternatici ci DEVONO essere per chi fa obbiezione ci saranno anche per chi non la fa' per paura di ripercussioni sulla carriera.
La coerenza non e' dalla vostra parte non lo e' mai stata.Nelle università ancora si aprono rane,conigli,topi,gatti, cani e Dio sa solo quante creature vengono "violentate" ogni giorno.E per fare cosa?Per la didattica? Liberate il TOPO ..subito per favore.
  >Con viva cordialità.   Chi e' a favore della vivisezione, chi la sostiene , chi ne fa motivo di carriere, chi ne fa un bussines non puo' finire con "viva cordialità", meglio usare
"macarba maleducazione".
  Andrea Biello, Roma    

Claudia da Roma ha scritto:     ----- Original Message ----- From: Silvio Garattini To: Sent: Wednesday, October 09, 2002 2:10 PM Subject: Re: Lettera aperta al Prof Garattini

Volevo dirti che in ogni caso non mi ha detto quello che pensa sul Prof. Croce e questo mi sembra significativo. ciao Claudia Roma. Se vuoi pubblica tutto per sentire cosa ne pensano gli altri.



Gentile Sig.ra Spagnuolo,
                         grazie per la Sua comunicazione.  Purtroppo la sperimentazione animale è ancora necessaria ed indispensabile se vogliamo fare progressi nel campo della medicina.  Tanti ammalati attendono terapie efficaci. Il suggerimento di usare queste persone pagandole per avere risultati è contro ogni principio di etica. D'altra parte le leggi esistenti in tutto il mondo civile obbligano a sperimentare sugli animali prima di passare all'uomo. Che la sperimentazione sugli animali si svolga nel più assoluto segreto è una falsità, perchè i risultati di queste sperimentazioni sono pubblicati sulle principali riviste scientifiche internazionali disponibili per tutti coloro che vogliono consultarle. All'Istituto "Mario Negri" non abbiamo mai utilizzato cani per le sperimentazioni.  La frase riportata è falsa. Ovviamente i ricercatori non si divertono ad utilizzare animali, lo fanno solo perchè è necessario cercando di utilizzarne il meno possibile. Nel nostro Istituto in questi ultimi venti anni l'impiego di ratti e topi si è ridotto dell'80% grazie anche ai progressi tecnologici. Ho il massimo rispetto per tutti coloro che ritengono che non si debba fare la sperimentazione animale. Tuttavia se fossero coerenti con le loro idee non dovrebbero prendere farmaci, perchè tutti i farmaci in commercio sono passati attraverso la sperimentazione animale.

Con viva cordialità.



Subject: Fw: Lettera aperta al Prof Garattini

 

Egr. Prof. Garattini

io non sono in grado di ribattere alle sue asserzioni ma le riporto il parere di un altro luminare e vorrei sapere da lei cosa ne pensa e secondo lei cosa dovremmo pensare noi. Io propendo per il pensiero del prof Croce, sia perche' credo che  animali e uomini siano specie diverse , sia perche' spero fortemente che sia cosi' perche' ho rispetto per gli animali e penso che abbiano gia' sofferto abbastanza e che sarebbe ora di dare loro la giusta ricompensa , ovvero una vita tranquilla e rispettata.Io inoltre penso pure, ma non sono sola a pensarlo, che per molte malattie , come il cancro, esista una cura o un rimedio ma che il business e' troppo grande perche' si rinunci ai guadagni che ne conseguono. Guardi che siamo in tanti a pensarlo e anche tanti medici  e io non dico che sia la verita' ma qualcosa di vero anche in piccola parte ci deve essere quando molti pensieri diversi e separatamente convergono sullo stesso punto. Potremmo sperimentare su persone malate o persone che si offrono , pagandole e allora la corrispondenza sarebbe massima , da uomo a uomo  . Mi scusi se mi sono permessa di esprimerle le mie idee da profano ignorante in materia ma le chiedo cosa pensa di cio' che ha scritto qua sotto il Prof.Croce  anche per chiarire i nostri dubbi .Grazie
Claudia .............  Roma
Gruppo Bairo 
http://www.geocities.com/Bairo.geo       


    GAZZETTA DI REGGIO DEL 03/10/2002 Reggio/Valdenza   Il traffico di cuccioli da laboratorio della Morini di San Polo. Intervista a uno fra i più importanti ricercatori mondiali
«La vivisezione? La facevo ma non serve»
Il professor Croce: «Esperimenti sugli animali inutili per l'uomo»
«Dicono che "lavorare" su questi cani serve a salvare i bambini? E' una menzogna»


SAN POLO. Tutto è cominciato con la scoperta, al Brennero, di un carico - trasportato in maniera difforme alle regole - di cani destinati alla vivisezione per un laboratorio tedesco. I cani provenivano dall'allevamento Morini di San Polo, già in passato al centro di polemiche per l'esportazione in maniera un po' troppo disinvolta di esemplari destinati a sevizie e morte certa. Sono seguite accuse a non finire, fino alla promulgazione della legge regionale che vieta questo tipo di allevamenti successivamente impugnata dal governo. Sulla vivisezione, e soprattutto sulla sua utilità ai fini della ricerca, il veterinario reggiano Oscar Grazioli, nostro apprezzato collaboratore, ha intervistato il professor Pietro Croce, luminare della materia.

di Oscar Grazioli
VICENZA. Sylvia, la moglie del professor Croce, mi accoglie sorridente con un aperitivo e una fetta di torta al cioccolato da brividi. «La prego, ancora un po'». Il professor Croce sta arrivando. E' andato al parco qui vicino a fare la sua passeggiata e i suoi esercizi di ginnastica. Mi sento un verme. Io, a cinquant'anni, vado in tachicardia parossistica dopo due flessioni, lui, a 84, va a fare jogging e ginnastica.
La casa è piena di libri. Molti dei quali tedeschi, inglesi e americani. Il professor Croce, oltre ad avere scritto testi monumentali di patologia, ne ha tradotti altrettanti dal tedesco.
Quando entra mi stringe la mano e mi fa cenno di stare comodo. Parla con misura, senza mai alzare la voce, senza accalorarsi. Gli occhi sono limpidi e sinceri. «Forza Oscar, volevi farmi qualche domanda? Sono pronto».
Professor Croce lei ha mai condotto esperimenti su animali?
«Sì, ma prima di tutto dammi del tu. Tra colleghi ci si dà del tu. La formazione scientifica scolastica mi ha imposto, per i primi anni, di sperimentare sugli animali. Era l'unico credo esistente».
Quali sono stati i risultati di questa sperimentazione nella sua esperienza?
«Nulli, per la medicina umana. Potevano avere qualche interesse per i veterinari. Forse avrebbero potuto migliorare la qualità di vita di topi e ratti, ma non certo quella dell'uomo che è un'altra specie assolutamente diversa».
La vivisezione è solo un problema di compassione nei confronti degli animali o è un problema scientifico?
«Io rappresento e sostengo soltanto l'antivivisezionismo scientifico».
Qual è stata la molla che ha condotto uno scienziato come lei a trovarsi, come scrive in un suo celebre libro, sulla via di Damasco? In altri termini perché non ha più sperimentato sugli animali?
«L'aver constatato che né i miei, né i risultati degli sperimentatori di tutto il mondo, ottenevano alcun risultato utile per la medicina umana. Tutti i giorni muoiono in Germania cinquemila animali a causa della vivisezione. Tutti i giorni muoiono in Germania 44 uomini a causa degli effetti collaterali su medicine provate sugli animali. E' questo il risultato che desideriamo?».
Ci può dire quali sono i danni maggiori causati all'umanità dalla sperimentazione dei farmaci su ratti, topi o cani? Ci fai qualche esempio anche recente?
«Ho un elenco di farmaci compilato dal dottor Bernhard Rambeck di Bielefeld (Germania) che cita un'ottantina di farmaci che, sperimentati sugli animali hanno fornito risultati soddisfacenti; somministrarti all'uomo hanno provocato morti o malattie gravissime, specialmente al fegato e al cuore».
E' sicuro che dalla sperimentazione sugli animali non sia derivato nessun vantaggio, ad esempio il trapianto d'organo?
«E' assai probabile che gli sperimentatori abbiano provato sugli animali prima di provare sull'uomo, ma non possiedo protocolli a proposito, non saprei come procurarmeli. Anche perché da qualche anno la sperimentazione sugli animali si svolge nel più assoluto segreto: i ricercatori cominciano a vergognarsi? Sarebbe ora!».
Molte persone credono che la vita di un bambino non valga quella di tutti i cani del mondo. Cosa risponde loro?
«Vorrei invitare quelle persone a dimostrare una correlazione tra la sperimentazione sugli animali e il salvataggio dei bambini. Non ci riuscirebbero mai».
In una recente intervista la responsabile degli studi dell'istituto Mario Negri ha detto che quando uno sperimentatore sa che quel cane deve morire prova grande dolore, ma lo deve fare. E' vero?
«Commovente!».
Che fare allora. Sperimentare su cavie umane?
«Cercando di modificare geneticamente animali per ottenere specie con tessuti di tipo "umano" i ricercatori, forse senza rendersene conto, ci hanno dato ragione: soltanto l'uomo può essere modello sperimentale dell'uomo. Ratti, topi, cani o scimmie non solo sono inutili ma sono forvianti. La ricerca della sicurezza usando ratti e criceti è pura follia, o meglio, copertura accorta di interessi che hanno più a che fare con soldi e punteggi accademici che non con la salute».
Lei è un grande scienziato ed è stato un grande insegnante. Vuole dire qualcosa ai giovanissimi che hanno iniziato ora le scuole?
«Quando sarete voi in età da poter sperimentare a favore della medicina umana, la sperimentazione sugli animali sarà così screditata da non esistere più nessuna traccia, ma solo un triste ricordo del quale l'umanità intera si vergognerà. E tu, Oscar, per favore... dammi del tu».


Da Paola da Teramo, ricevo e giro
saluti Bairo
<
http://www.geocities.com/Bairo.geo>http://www.geocities.com/Bairo.geo


----- Original Message -----
From:
To: <
mailto:bairos@tin.it>Bairo
Sent: Thursday, February 14, 2002 8:57 PM
Subject: Campagna Antivivisezione




Sui muri di Teramo ho letto questo articolo del Comitato Antivivisezionista
e l'ho cercato tramite Internet,mi sembra interessante,ci sono tutti gli
argomenti per persuadere (o almeno tentare!) le persone favorevoli alla
vivisezione. Magari qualcuno di voi lo può stampare e diffondere.
Paola da Teramo

aa46ec.jpg
Se Fido, il tuo cane, si ammalasse e stesse morendo, credi che sarebbe
scientificamente possibile trovare una cura per lui sperimentando sul tuo
sanissimo zio Walter?
Lo trovi ridicolo? Certo che lo è!
Eppure l'industria biomedica ed i suoi potenti alleati sono riusciti a
convincere milioni di persone - anche le più intelligenti tra noi - che sia
possibile trovare delle cure per le malattie umane sperimentando su animali
sani.

La sperimentazione animale è una frode scientifica perché:
aa4728.jpgOgni specie animale è un'entità diversa, sia in termini di
biomeccanica che di biochimica. Le specie animali non sono differenti solo
dagli esseri umani, ma anche tra loro:  nella loro anatomia, fisiologia,
immunologia, genetica ed istologia (e perfino nella struttura cellulare di
base). Il cane è diverso dal gatto, che è diverso dal ratto, che è diverso
dal topo; e ognuno è diverso dall'uomo. Ogni specie animale reagisce alle
sostanze chimiche in maniera diversa: L'aspirina uccide i gatti e la
penicillina uccide le cavie, che però possono tranquillamente mangiare la
stricnina, uno dei veleni più letali per l'uomo, così come le pecore
l'arsenico, e la lista potrebbe continuare all'infinito. Di conseguenza,
sostanze molto utili per l'uomo sono state messe da parte, per anni, in
quanto dannose agli animali, e moltissimi farmaci, considerati "sicuri"
sulla base di esperimenti condotti sugli animali, sono stati poi ritirati
dal commercio per avere causato nell'uomo gravi danni alla salute. In
Italia, negli ultimi anni, sono stati ritirati migliaia di prodotti
farmaceutici.
aa4750.jpgLe malattie dell'uomo non possono essere riprodotte negli animali
- in realtà neanche nell'uomo - perché la malattia riprodotta è
artificiale  e diversa da quella che il corpo produce spontaneamente. Un
esempio: se tu non hai l'epilessia, nessuno te la può far venire, e ancora
meno la si può procurare ad un animale. In alcuni casi si possono ricreare
dei sintomi  della malattia, come le convulsioni, ma mai la malattia vera e
propria. Fanno eccezione le malattie infettive, ma gli animali non
contraggono quelle umane (infatti non è mai stato possibile, nei
laboratori, contagiare di AIDS umano un solo animale). Tra le mille
differenze che ci dividono dagli animali, vi sono anche quelle dei sistemi
immunitari: i ratti vivono nelle fogne, i cani bevono l'acqua delle
pozzanghere ed i gatti si leccano via la sporcizia dal corpo, senza ammalarsi!
aa4778.jpgChi sperimenta sugli animali dice che sono abbastanza "simili"
all'uomo. Ma in termini di vera  scienza, il concetto di "simile" è del
tutto privo di valore. Se qualcuno ti dicesse che nella stanza accanto non
c'è ossigeno, ma un gas molto "simile" all'ossigeno, ci entreresti? Se ti
servisse una trasfusione di sangue, e qualcuno ti dicesse che c'è una
sostanza molto "simile" al sangue umano (come il sangue di scimpanzé), lo
accetteresti? Se ti dicessi che i miei numeri del lotto sono molto "simili"
ai numeri vincenti, ti congratuleresti con me?
aa47a0.jpgTi chiederai per quale ragione, allora, le sostanze destinate
all'uomo vengono ancora sperimentate sugli animali. Lo si fa per favorire
le carriere scientifiche basate sul numero di "pubblicazioni" prodotte e
soprattutto le industrie. La sperimentazione animale fornisce ai
produttori, oltre ad una eventuale tutela giuridica, la possibilità di
selezionare la risposta, variando la specie animale o le condizioni
dell'esperimento. Ciò consente, in un'ottica di profitto che non ha certo
come fine la nostra salute, la commercializzazione di migliaia di farmaci,
spesso inutili e talvolta dannosi.
aa47c8.jpgL'attuale ricorso alle manipolazioni genetiche, per superare le
differenze tra uomo e animale con la creazione di animali transgenici  nei
quali sono stati immessi geni umani, mostra ancora una volta
l'irresponsabilità dell'ambiente scientifico che non vuole valutare le
gravi conseguenze, pur spesso denunciate, di tali azioni; e mostra anche la
sua ostinazione nel perseverare in una strada errata. Infatti con il
tentativo di "umanizzare" l'animale da laboratorio (che resterà differente
dall'uomo in tutte le sue altre caratteristiche) si ammette apertamente il
fallimento della ricerca fatta con gli animali.
aa47f0.jpgDopo più di cento anni di massiccia e costosissima ricerca basata
sulla sperimentazione animale, pur essendo cambiate sia le malattie che i
loro decorsi, il numero dei malati non si è ridotto. Lungi dal trovare cure
per i "mali del secolo", stiamo perdendo terreno nella lotta contro il
cancro, le malattie cardiovascolari, il diabete, l'AIDS, la distrofia
muscolare, la sclerosi multipla, la sindrome di Alzheimer e le
malformazioni, per citarne solo alcune. Ed inoltre le malattie iatrogene
(prodotte da farmaci), sono sempre più presenti. La spesa sanitaria dei
Paesi industrializzati sta diventando un onere insostenibile e tutte le
nazioni sono costrette, per questo, a ridurre l'assistenza sanitaria pubblica
aa4818.jpgIn tutto il mondo è in rapida crescita il movimento di Medici e
Scienziati  che si battono per l'abolizione della sperimentazione animale,
metodo di ricerca che ha sempre usurpato all'osservazione clinica il merito
delle conquiste scientifiche del passato, che ha ostacolato il progresso
della medicina e che è causa di una sperimentazione incontrollata
sull'uomo. Questo movimento, rappresentato in Italia dal Comitato
Scientifico Antivivisezionista, si batte per una medicina che abbia basi
scientifiche e che si serva della prevenzione, della ricerca clinica e
soprattutto della logica e del buonsenso.
La scelta non è tra un bambino e un topo.
La scelta è tra vera scienza e falsa scienza.
www.crcssa.it/convegno.htm

www.crcssa.it/cultura.htm

www.crcssa.it/tlp.htm

la NOTIZIA! CAVIE ADDIO  

23 dicembre-Giornata Nazionale della RICERCA senza SPERIMENTAZIONE ANIMALE

;DA OGGI DICEMBRE 2004 nasce il gemmellaggio CRCSSA/OIPA:UNITI SI VINCE!!!!!!!!!!    

1996 nasce a genova il CRCSSA formato da MEDICI E"il primo centro che per

statuto etico e scientifico -rifiuta la sperimentazione sugli animali/la vivisezione/i protocolli basati su modello animale:direttore del COMITATO SCIENTIFICO del CRCSSA è il prof.Giulio Tarro /chi è?   /

Maria Grazia Barbieri fondatore presidente nazionaleRICERCA SENZA SOFFERENZA SI PUò-SI DEVE PER AMORE DELLA SCIENZA     --scrivici@ ////////////

  Centro Ricerca Cancro Senza Sperimentazione Animale :l'unico dove anche il tuo cane può entrare e uscire tranquillo//cosmetici senza sofferenza animale /la lista